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    6.


    Destinazione

    Perduto tra grida,
    dinanzi cancelli
    sovralco la linea della fine.
    Chiusura.
    Nebbia soffusa.
    Quiete.

    5.


    Dissolvenza

    Celato nell'astratto,
    mi dirigo in posti che non mi appartengono.
    Consciamente osservo.

    4.


    Allontanamento

    Separazione.
    Ignoto luogo mi prelude.
    Foglia al vento.
    Lieve distacco.
    Limpide scosse.
    Torpore.
    L'acqua si arresta.
    Chiusura dell'inconscio.

    3.


    Silenzio

    Angoscia,
    strazio,
    fatica,
    affanno..
    sospiri dinanzi la finestra.
    Tormento.
    Osservo di lungo desolate lande,
    sovralco confini errando.
    Monotono.
    Verità.
    Tintinnii di pioggia.
    Cupo.
    Battere di palpebre più accennato.
    Realtà.
    Fragile.
    Rivolgo il guardo sotto me.
    Altezza contabile.
    Sussurro parole.
    Distolgo le mani tremolante.
    Estrapolo timore.
    Convinzione.
    Tutto giace.

    2.

     
    Fonte di salvezza
     
    Erro tra astrazioni,
     loculi della mente ormai svanita,
     ignoti breviari sbramati da palmi letargici.
     Suscito ambiguità.

    1.


    Non è possibile dire cosa è un fiume senza ricordare che l'acqua scorre, ed è questo scorrere a formare il fiume, che dunque non è mai esattamente uguale a se stesso. Ciò significa che non è possibile affermare che siamo scesi due volte a fare il bagno nello stesso fiume. Sembrava lo stesso, ma non lo era. Anzi, neppure noi siamo esattamente gli stessi: siamo cresciuti rispetto ad un anno fa, non è lo stesso avere quindici o sedici anni, trentanove o quaranta. Sappiamo di essere sempre noi, come sappiamo che quello è sempre lo stesso fiume, ma sappiamo contemporaneamente di essere cambiati, e che anche il fiume, come tutto l'universo intorno, lo è.